Canzoni dal passato #2

Questa è la primissima canzone registrata nel 2001 con Cubasis su un vecchio PC con processore Athlon XP 2000.
Sfortunatamente ho perso i file originali e ho conservato solo un mixdown. Mi sarebbe piaciuto mettere la cassa su un tempo più dritto, anziché triplette, aggiustare qualche click e, magari, cambiare qualche suono. Ma la vita va così…
Come qualcuno noterà il titolo è “Canzone”: probabilmente all’epoca non pensavo che avrei fatto molto altro ;-)

Valutazione Particolari dei Materiali, in arte PMA – Parte 2

Qualche tempo fa ho avuto uno scambio di opinioni con un ispettore riguardo a quando le PMA siano davvero necessarie o, più nel dettaglio, su quali RES (Requisiti Essenziali di Sicurezza) debbano essere considerati in una PMA.
Tutto è partito dal fatto che solo alcuni RES sono coperti negli standard armonizzati di materiali.

Che tutti i RES necessari per capire l’utilizzabilità di un materiale in una applicazione non siano elencati è quasi vero: nell’allegato ZA (come è chiamato di solito l’allegato con la dichiarazione di armonizzazione alle direttive) degli standard rilevanti (ad esempio EN 10216-2, o EN 10222-4, tra gli altri) è descritta la conformità ai RES della PED.

Le vecchie edizioni degli standard armonizzati includevano una dichiarazione generale, senza riferimenti specifici, che rendeva difficile capire quali ESR fossero applicabili (e soddisfatti).
Questo, ad esempio, è l’estratto dalla norma EN 10216-2 edizione 2005:

Older compliance statement

Le edizioni recenti, invece, includono riferimenti ben dettagliati, con una tabella che mette in relazione le sezioni dello standard del materiali con le i RES pertinenti della direttiva.
Questo è l’estratto dalla EN 10216-2:2002+A2:2007:

PMA - part 2 - fig. 2

Il secondo esempio mostra che i RES della sezione 4 dell’allegato I della direttiva sono soddisfatti: questa è una condizione sufficiente a dispensare dalla redazione di una PMA?
Personalmente, credo di sì.
Ma c’è anche chi pensa di no e afferma che la corrosione, non essendo possibile armonizzarne i requisiti negli standard materiali, debba essere considerata in una PMA.
Questo è il testo della sezione 2.6.

2.6. Corrosione e altre aggressioni chimiche
Ove occorra, va previsto un maggiore spessore o una protezione adeguata contro la corrosione o altre aggressioni chimiche tenendo conto del tipo di utilizzo previsto e ragionevolmente prevedibile.

Così, apparentemente, anche i materiali armonizzati hanno bisogno di PMA, per via del RES 2.6.

Allora, serve davvero la PMA?

Facciamo un passo indietro, al paragrafo della direttiva in cui le PMA sono citate per la prima volta:

4.2 Il fabbricante dell’attrezzatura a pressione deve:
[…]
(b) allegare alla documentazione tecnica gli elementi che attestano il rispetto delle prescrizioni della presente direttiva riguardo ai materiali in una delle seguenti forme:
– mediante l’utilizzazione di materiali in base alle norme armonizzate,
– mediante l’utilizzazione dei materiali che hanno formato oggetto di un’approvazione europea di materiali per attrezzature a pressione in base all’articolo 15,
– mediante una valutazione particolare dei materiali;
[…]

Possiamo vedere subito due cose:
1. le PMA sono date come alternativa agli standard armonizzati, e
2. tutti i RES per i materiali sono raggruppati ai paragrafi 4 e 7.5.

Inoltre: i requisiti per la corrosione sono dati in 2.6, che è un sottosezione della sezione 2, in cui si regolamenta la fase di progettazione.

Quindi?

Come scritto sopra, la mia opinione è che le PMA non debbano essere redatte per materiali armonizzati.
É comunque vero che i requisiti della sezione 2.6 debbano essere presi in considerazione: semplicemente, la PMA non è il posto giusto.

Quando non si usa uno standard armonizzato per un apparecchio in pressione (ad esempio ASME BPVC sect. VIII, ASME BPVC sect. I, ASME B31.1, ASME B31.3, AD 2000, PD5500, ISPESL Raccolta VSR), allora c’è l’obbligo della redazione della checklist dei RES.
Quello può essere il posto giusto.

Quando invece si usa uno standard armonizzato (quello applicabile tra EN 13445, EN 13480, EN 12952, EN 12953), il RES è certamente preso in carico nella norma.
Ad esempio, in EN 13480, il RES 2.6 è considerato in:
parte 2, sezione 4.2.1.1, con prescrizioni generiche sul fatto che gli effetti avversi sul materiale (inclusa la corrosione) debbano essere considerati;
parte 3, sezione 4.3, che definisce le tolleranze di corrosione/erosione da usare nei calcoli;
parte 6, per le tubazioni interrate, sezioni da 8.1 a 8.3, che tratta in modo esteso l’argomento (per le tubazioni interrate è davvero una grossa grana!).

Indipendentemente dal fatto che la checklist dei RES ci sia o meno, il costruttore deve redigere una Analisi del Rischio: questo è decisamente il posto giusto per ogni considerazione extra sui materiali (come la corrosione, appunto).

Cosa più importante di tutte, in generale penso che i dettagli sulla protezione dalla corrosione debbano essere considerati, qualsiasi sia il in documento cui sono elencati, nella Documentazione Finale.
In questo modo, anche il costruttore “impreparato”, che non è in grado di redigere una Analisi del Rischio, ha una via di fuga: ogni standard armonizzato per apparecchi in pressione include una sezione in cui è definita la struttura della Documentazione Finale e, generalmente, è richiesto un documento intitolato Riepilogo delle condizioni di progetto e operative.
Il mio consiglio è, in mancanza dell’Analisi del Rischio e della checklist dei RES, di descrivere le condizioni al contorno, le ipotesi iniziali e le scelte finali lì (ad esempio, il Riepilogo delle condizioni di progetto e operative è richiesto da EN 13480 indipendentemente dalla categoria dell’attrezzatura nella parte 5, paragrafo 9.5, Tabella 9.5-1).

Infine, qualsiasi indicazione all’utente finale relativa alla corrosione (controlli periodici dello spessore residuo di verniciatura, controllo visivo dello stato della vernice, applicazione di ritocchi, …) deve essere inclusa nel Manuale di Uso e Manutenzione.

Questo è tutto.
La prima parte di questo articolo è pubblicata qui.

La libreria per excel Saturated Water & Steam

Ho il grande piacere (e la piccola presunzione) di pubblicare una libreria di funzioni per excel: Saturated Water & Steam, o in breve la “S” library.

É disponibile come addin per le versioni da 97 a 2003 e per le edizioni più recenti.
É sufficiente posizionare il file nella cartella appropriata e attivare l’estensione.

Queste le funzioni disponibili nella libreria:

pressione di vapore saturo: S_SatP (temperature)
temperatura di saturazione: S_SatT (pressure)
densità del liquido: S_RhoLiqT (temperature) & S_RhoLiqV (pressure)
densità del vapore: S_RhoVapT (temperature) & S_RhoVapV (pressure)
entalpia del liquido: S_hLiqT (temperature) & S_hLiqP (pressure)
entalpia del vapore: S_hVapT(temperature) & S_hVapP(pressure)
entropia del liquido: S_sLiqT(temperature) & S_sLiqP(pressure)
entropia del vapore: S_sVapT(temperature) & S_sVapP(pressure)
entalpia di evaporazione: S_DhEvT(temperature) & S_DhEvP(pressure)

La temperatura è in K, la pressione in Pa, la densità in kg/m3, l’entalpia in J/kg, l’entropia in J/kgK.
Le funzioni restituiscono i relativi valori numerici dal punto triplo (0.01 °C = 273.16 K) al punto critico (373.95 °C = 647.096 K).

C’è anche un foglio di calcolo di esempio in cui la “S” library è inclusa come moduli VBA, perciò è necessario attivare le macro perché funzioni.

Alcuni dettagli tecnici
La libreria implementa le formule in:

International Equations for the Saturation Properties of Ordinary Water Substance.
Revised according to the International Temperature Scale of 1990.
Addendum to J. Phys. Chem. Ref. Data 16, 893 (1987)

W. Wagner and A. Pruss
Institut für Thermo und Fluiddynamik, Ruhr-Universität Bochum, D 44780 Bochum, Germany

Received October 2, 1992; revised manuscript received January 29, 1993

Testo scaricabile da questo indirizzo: http://www.nist.gov/srd/upload/jpcrd457.pdf.

Il valore di riferimento dell’entalpia è 0.611786 J/kg al punto triplo, mentre il valore di riferimento dell’entropia è 0 J/kgK sempre al punto triplo.
La temperatura di saturazione è calcolata numericamente dalla pressione di vapore saturo con il metodo di bisezione, perciò c’è un certo errore nelle funzioni che hanno la pressione come parametro di ingresso.

Tutto il codice nei moduli VBA è rilasciato sotto GPLv3.